ULTIME TAPPE DEL TOUR DI “AFRODITE”

Sabato  27 aprile 2019 è  salito sul palco del “Parco della musica” di Padova il cantautore italiano Dimartino -nome completo Antonio Dimartino, “Ma fin dai tempi della scuola mi chiamavano solo per cognome…” – per presentare in versione live l’ album Afrodite, uscito alla fine del 2018.

Una delle numerose  tappe di un tour che,  iniziato il 14 febbraio a Palermo (sua città natale),  toccando diverse città italiane, arriverà a Taranto il 1° maggio e terminerà a Milano il 25 maggio.
Più di un’ora di musica dalle sonorità molto varie che spazia attraverso diversi generi,  unita a parole che si trasformano in poesia, nel tentativo di farci sopravvivere alla prosaica e dolorosa quotidianità “Questa sera di amori violenti, di cuori spenti/di negozi aperti/ci basterebbe una bellissima luna per liberarci dal male” (Liberaci dal male).

I luoghi narrati sono quelli della periferia, dove non accadono grandi storie, si vivono esperienze semplici, dirette, naturali, ma così umane da divenire immediatamente universali.   Mai banali i suoi testi, rivelano le contraddizioni della vita: “E siamo fatti di luce stellare/ e ci bagniamo nello stesso mare/abbiamo entrambi figli e cani da sfamare/ci diamo un bacio prima di farci male” (Ci diamo un bacio). Ad unirli un filo sottile che passa attraverso le vie di Palermo ed entra nelle case: “Lascia andare i resti di questa cena/la voce di Mentana nel silenzio di un condominio” (Liberaci dal male), nella solitudine delle stanze dove a parlare è un “Ragazzo che diventa uomo” (Cuore intero) o nei luoghi della quotidianità dove “Daniela balla la samba nel parcheggio dell’Auchan” (Daniela balla la samba); oppure, infine,  in riva al mare “Nei temporali estivi/chiamarsi e dirsi/ci rivedremo tra un po’…”(Giorni buoni).

Afrodite è “Un disco frizzante, psichedelico, dove ci sono molti colori” ci dice lo stesso Dimartino  in un’ intervista a Rainews, e ci rivela che la scelta del titolo, così  affascinante e dal sapore antico e mitologico è legata alla nascita della figlia: “Quando dalla finestra dell’ospedale di Trapani vidi sul monte Erice il tempio di Afrodite, chiusi il cerchio”.

Qualche critico lo ha definito il nuovo Mogol, un po’ azzardato? Non crediamo, siamo sicuri che in futuro sentiremo parlare molto di lui. Nel frattempo, chi non ne avesse avuto ancora l’occasione, si goda comodamente seduto in poltrona le sue canzoni, una con un arrangiamento più bello dell’altro, magari prenotando una copia dell’album direttamente dal sito ufficiale http://www.antoniodimartino.com/.

 

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