IL BISOGNO UMANO DI LASCIARE TRACCIA: DAI DIARI ALLA STREET ART

La volontà di catalogare le cose per salvarle dalla dimenticanza appartiene di certo al mestiere di scrivere. Elencare ed annotare un tempo lo si faceva sui taccuini, sui diari di viaggio, o gli amanti annotavano su calendari le loro storie; così come gli adolescenti tenevano una agenda segreta di appuntamenti ideali e fiabeschi. E i capitani, leggendari e non, avevano descritto le terre avvistate dalle loro navi su mitici giornali di bordo. O, almeno, così si racconta. E, ancora, gli archivi dei musei presentano cataloghi di amplia selezione storica. Anche i latini dicevano: “dies albo signanda lapillo“. Opere di scrittori come J. Saramago e M.Yourcenar hanno affrontato il tema ricorrente degli archivi. Oggi la forza della catalogazione che, per un aspetto, ha investito il corpo con tatuaggi e piercing segnaletici di eventi interiori, oltre che di mode passeggere, riguarda internet e, più in generale, la tecnologia e il suo utilizzo. Anche i tatuaggi servono spesso a marcare un memorabile evento (matrimonio, nascita di un figlio, amore nuovo, una palingenesi), così come il piercing è, a sua volta, annotazione. Pensiamo che secondo talune interpretazioni psicanalitiche il piercing sulla pancia rappresenterebbe la scissione del cordone ombelicale per un nuovo legame.

(murales Alessio B, Padova)

Le fotografie di oggi in digitale vengono manipolate, estratte, ridefinite e incasellate come nei giochi ad incastro. È il ciclo della costante reificazione del soggetto a oggetto, vuoi di conoscenza, vuoi di piacere. Abbiamo anche bellissimi esempi di street art dedicati al significato metaforico del passaggio, del recare una traccia urbana nel senso figurato di annotazione murale: a Padova da Alessio B a Joys Cristian Bovo. Ciò che in senso tangibile e’ perche’ appartiene all’essere fin da poterlo elencare, elaborare come un dato tra i dati non si limiterebbe piu’ alla cosiddetta esteriorità naturalistica ( piante, animali, sedia, bicchiere). La memoria reca tracce sempre nuove grazie alla crescente tecnologia e si arricchisce tramite costanti ricerche di nuove espressioni diaristiche: pensiamo ai social e ai profili Facebook in continuo aggiornamento. Martina Calvi