AL TEATRO QUIRINO DE GIORGIO SERATA CONCLUSIVA XIX FESTIVAL INTERNAZIONALE “LA SFERA DANZA”

AL TEATRO QUIRINO DE GIORGIO SERATA CONCLUSIVA XIX FESTIVAL INTERNAZIONALE “LA SFERA DANZA”

Si è conclusa il 20 novembre 2022 la diciannovesima edizione del Festival internazionale LA SFERA DANZA.

Due mesi di appuntamenti fittissimi e appassionanti – da settembre a novembre – più di venti spettacoli, decine di collaborazioni con coreografi di fama nazionale e internazionale e altrettante scuole di danza, centinaia di ballerini di diverse nazionalità che si sono esibiti nei teatri “G. Verdi” e “Ai Colli” di Padova e “Quirino De Giorgio” di Vigonza, ma anche in luoghi insoliti come le strade e le piazze cittadine.  Si è trattato di una breve ma intensa immersione nel  mondo affascinante e in continua evoluzione della danza, una contaminazione che ha toccato  il pubblico di affezionati, sempre numeroso agli eventi, ma anche molti curiosi che quest’anno si sono lasciati trascinare dall’inaspettata  presenza di ballerini in città. 

Un risultato artistico di grande livello ottenuto grazie alla professionalità e all’entusiasmo della direttrice artistica del Festival, Gabriella Furlan Malvezzi , ballerina insegnante di danza e coreografa, conferita da numerosi premi e riconoscimenti, al supporto del Ministero della cultura e ai numerosi partner del Festival tra cui Regione Veneto, Comune e Provincia di Padova, Comune di Vigonza, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fotoclub Padova, Università degli studi di Padova e ASD La sfera danza.

Ieri al Teatro Quirino De Giorgio di Vigonza sono andati in scena gli ultimi due spettacoli in cartellone  “Turnu dissi amuri” regia di Oriella Petrachin  e “Without color” regia di Francesca La Cava, i quali, pur adottando scelte artistiche ed estetiche molto diverse tra loro,   hanno fatto emergere una questione fondamentale:  quanto la diversità riguardi le apparenze e le scelte superficiali, come la banale differenza del colore della pelle, mentre la somiglianza caratterizzi l’uomo nella sua evoluzione genetica, storica e nelle espressioni artistiche, prima fra tutte la danza.

La danza, dunque unisce, come il mare Mediterraneo ha unito la storia di popoli diversi, “Quell’onda che non smette mai e che Mediterraneo sia!” sono le parole della canzone di E. Bennato su cui ritmano i loro passi le danzatrici a ricordarci che la danza accoglie questo messaggio e lo diffonde.

E proprio l’onda che conduce ad abbracciare le diverse culture sarà quella che ci accompagnerà alla prossima edizione del Festival, la ventesima. Appuntamento quindi al 2023!